Come sopravvivere a un supereroe

Come sopravvivere a un supereroe

Come sopravvivere a un supereroe è un’intricata e ironica storia d’amore che si sviluppa in 98 pagine di racconto. Se volete saperne di più, di seguito qualche info.

Elena e Filippo, la loro storia

come sopravvivere a un supereroeElena è una protagonista, giovane e stressata. Una studentessa che si è innamorata dell’uomo sbagliato, Filippo. Questi non vuole saperne di abbandonarsi all’amore anche se pian piano si lascia coinvolgere da Elena. Filippo risulta al lettore schivo e misterioso e forse anche un po’ antipatico. La loro è una strana relazione fatta di frasi non dette, silenzi, fraintendimenti, indecisioni ma anche di tanta passione.

Il racconto che ho scritto vuole essere scorrevole, una lettura piacevole, quella che tutto d’un fiato ti porta all’ultima pagina. Ho cercato in ogni capitolo di rendere palpabile la tensione che c’è tra i due protagonisti, in modo da invogliare il lettore a girare pagina e non interrompere la lettura. Come sopravvivere a un supereroe presenta quindi tratti d’ironia e un frivolo ma anche passionale romanticismo. Sì, quel romanticismo che si nasconde dietro l’idea di un sentimento che ho voluto riassumere in pochi momenti.

Il mio è un libro in cui ci sono frasi sarcastiche e pungenti, un libro raccontato attraverso la mente di una donna innamorata e forse un po’ sciocca. Ma dopotutto posso dire di amare Elena, perchè la sento respirare quando leggo. Ma devo essere sincera e rivelare che amo anche Filippo, perchè nella sua inconsistenza è ai miei occhi affascinante e misterioso, proprio come un supereroe, come Batman per l’appunto.

Un libro, una storia, un pensiero e delle parole da scrivere

Raccontare come e perchè ho voluto scrivere un libro non è per me affatto semplice. Come prima risposta ad un’ipotetica domanda “perchè hai scritto questo libro?” quello che ho da dire è che non avrei potuto fare altrimenti. Scrivere per me è il modo con cui faccio pace con i miei pensieri. Per questo ho sentito il bisogno di far nascere Elena, un mio alterego con tutti i pregi e difetti che una donna può avere. Questo perchè la voglia di raccontare una storia che fosse in grado di rubare un sorriso ai lettori e l’intento di portare avanti una “nobile causa” era in me veramente forte.

Per spiegare cosa intendo per “nobile causa” devo sviscerare una mia profonda riflessione, che ho fatto a seguito dei miei studi. Scrivere per me significa rendere visibile il pensiero, effettivamente quando si scrive in un attimo tutto appare nero su bianco. Avere il coraggio di leggere quello che si pensa per poi vederlo “vivo” su un foglio non è facile. Ma se ci si riesce, allora la paura di essere sinceri con se stessi scompare. Questo è stato il punto di partenza da cui ho iniziato a lavorare per arrivare a capire che quando si scrive ci si basa su un pensiero che è e deve essere presente e contemporaneo. Il Pensare è un’azione che si svolge nel presente, cosa che a volte viene dimenticata.

Purtroppo siamo abituati a trascrivere il nostro pensiero attraverso una forma di scrittura arcaica e limitata. Imbrigliamo il nostro linguaggio in una struttura che se da un lato ci permette di classificare quel testo in una determinata categoria, dall’altro lo rende un’opera “schiava”. Così, pensando e ripensando, per cercare di assecondare la mia natura libera è venuta fuori la voglia di rendere libera anche la mia scrittura. Dopo questa lunga riflessione che ho fatto, ho deciso di raccontare la storia di Elena e Filippo con un registro linguisto diretto e contemporaneo, semplice e senza fronzoli. In questo modo ho imparato ad ascoltarmi e ho capito che un testo scritto per arrivare al lettore deve essere prima di tutto valido nel suo presente.

Valeria Magini